La vicepresidente della Federal Reserve per la supervisione Michelle Bowman ha cambiato posizione sulla politica monetaria giovedì dopo che il rapporto sull’occupazione di febbraio è risultato molto al di sotto delle aspettative, segnalando che ora sostiene la ripresa dei tagli dei tassi di interesse.
Il mercato del lavoro statunitense ha registrato una svolta brusca e inattesa a febbraio, con una perdita di 92.000 posti di lavoro non agricoli, un netto ribaltamento rispetto alle previsioni che indicavano una crescita tra 50.000 e 60.000 posti.
Il petrolio sta salendo rapidamente e il dibattito sull’inflazione che molti speravano di lasciarsi alle spalle sta tornando al centro dell’attenzione.
La Banca Centrale Europea si trova ad affrontare uno dei momenti di politica monetaria più complessi degli ultimi anni. Un euro in forte aumento, un’impennata del petrolio legata alle tensioni in Medio Oriente e un regime commerciale statunitense imprevedibile si sono combinati nelle prime settimane di marzo, lasciando ai responsabili politici poche opzioni semplici.
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono rimaste invariate la scorsa settimana, indicando una continua stabilità del mercato del lavoro nonostante l’incertezza economica più ampia.
I mercati stanno ricalibrando rapidamente le aspettative sui tassi d’interesse mentre il conflitto tra la coalizione USA-Israele e l’Iran fa esplodere i costi energetici e riporta l’inflazione al centro del dibattito macroeconomico.
Secondo il Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti, l’Indice dei Prezzi alla Produzione (PPI) per la domanda finale è aumentato dello 0,5% su base mensile a gennaio, al di sopra della stima dello 0,3% e in linea con il ritmo di dicembre.
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate modestamente la scorsa settimana, ma sono rimaste su livelli storicamente bassi, segnalando una resilienza continua del mercato del lavoro statunitense nonostante una più ampia incertezza economica.
Goldman Sachs ha indicato una brusca correzione dei mercati azionari come la minaccia a breve termine più rilevante per l’economia degli Stati Uniti nel 2026, avvertendo che un calo prolungato dei prezzi azionari potrebbe rallentare in modo significativo la crescita, nonostante un quadro di base altrimenti costruttivo.
La fiducia dei consumatori negli Stati Uniti ha registrato un moderato miglioramento a febbraio, recuperando parte del calo di gennaio, mentre gli americani si sono mostrati leggermente meno pessimisti sui mesi a venire.
Le tensioni commerciali globali sono entrate in una nuova fase il 20 febbraio 2026, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato i dazi “di emergenza” su larga scala imposti dal presidente Donald Trump ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA).
Il presidente Donald Trump ha intensificato la sua offensiva commerciale annunciando un dazio globale del 15% sulle importazioni, con effetto immediato.